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via Berti 38, Frazione S. Ambrogio
Trebaseleghe (PD), Veneto, Italy

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La Storia

In passato il paese era denominato Sant'Ambrogio di Grion, nome che per intero continua a sopravvivere in ambito ecclesiastico. Mentre per l'intitolazione al santo non vi è dubbio che il riferimento è al vescovo di Milano vissuto nel V secolo D.C., per quanto riguarda Grion l'origine del toponimo ha più versioni, una lo fa derivare dal nome di monsignor Gregorio Giustiniani, che resse la diocesi nel XII secolo, un'altra ipotesi la mette in relazione con la famiglia veneziana dei Grioni, Dante Olivieri nel più importante repertorio di toponomastica veneta del 1919 fa derivare Grion da nome di persona Graecone(m) (da "greco"), Il toponimo è diffuso anche nel Friuli attestato nella forma Griglons in documenti del XIII secolo. Griglons potrebbe avere una radice celtica e indicherebbe la pianta dell'erica.
Le vicende della località dal basso impero (romano) all'alto medioevo sono comuni a quelle dell'ex X Regio - Venetia et Histria, con continue e devastanti incursioni di popolazioni barbariche ultima quella degli Ungari.
L'area dove situa Sant'Ambrogio ha avuto da millenni vocazione agricola, in epoca classica distava da venti a più di trenta chilometri dai più vicini Municipia quali Altinum, Tarvisium e Patavium, molto più lontano era poi Acelum. Il più grandioso e duraturo monumento romano presente da duemila anni nel territorio è senza dubbio la centuriazione, la divisione della terra in rettangoli (scamna) per l'assegnazione dei poderi ai veterani delle legioni imperiali, si tratta della centuriazione romana dell'Agro di Altino (Altinum), quella posta ad ovest del fiume Sile (Silis flumen) realizzata probabilmente nel 49 a.c..
La presenza di un castrum (castello) a Sant'Ambrogio di Grion quasi certamente fin dall'epoca romana testimonia l'importanza del sito prima economica per la produzione cerealicola e successivamente in epoca medievale strategica in possesso del Vescovo-Conte di Treviso al confine con i territori dei Carraresi signori di Padova e la Serenissima Repubblica di Venezia futura "dominante" del Veneto.

Il Castello di Cigotto è attestato fin dal XII secolo nella Bolla di Papa Eugenio III dell'Anno Domini 1152 riporta che tra i possessi e le pertinenze del Vescovo-Conte di Treviso vi erano anche i beni della "Pieve di Trebaseleghe con il castello...e il Castello di Sant'Ambrogio". Notizie del castello con la funzione militare di fortilizio, da documenti medioevali si hanno fino al XII secolo da allora cadde in rovina. Tracce del suo sito si hanno fino al XIX secolo all'epoca della dominazione austriaca sul Veneto identificabile nelle mappe del Catasto Austriaco del 1845 con il toponimo "Le Motte" indicante un'altura a scopo difensivo. Il Castello si trovava nella regola di Sant'Ambrogio al confine con la regola di Grion.
Durante il Medioevo, dapprima governate dai vassalli dell'imperatore del Sacro Romano Impero Germanico, le città venete si organizzarono in liberi Comuni che sovente si coalizzavano in guerra contro l'Impero stesso con l'intento di staccarsi dalla sua autorità. Spesso erano le une contro le altre in armi, ed è in questo scenario che Sant'Ambrogio di Grion si trova conteso tra le signorie di Padova, Treviso e il dogado di Venezia, per non dire degli sconfinamenti degli Scaligeri di Verona o le mire espansionistiche di Ezzelino da Romano. Tutto questo si traduceva per la popolazione in saccheggi e distruzioni nonché soprusi ed eccidi con conseguenti carestie. L'ultimo e fatale colpo ai castelli di Trebaseleghe e Cigotto lo diede il terribile Ezzelino, rimasero da allora in rovina perdendo d'importanza militare e politica a favore della vicina Noale. A riunire nuovamente gran parte delle Venezie sotto un unico governo fu la Serenissima Repubblica di Venezia tra i XIV e il XVI secolo che, a parte la parentesi della guerra contro la Lega di Cambrai, assicurò ai Veneti e di conseguenza a Sant'Ambrogio più di trecento anni di pace e prosperità.
Le vicende di Sant'Ambrogio e dei Veneti da fine settecento ai giorni nostri sono state caratterizzate da occupazioni straniere, dapprima Napoleone con l'esercito francese che ignorandone la neutralità invase e depredò la repubblica del Leone di San Marco per poi cederla agli Austriaci per poi riprendersela fino alla disfatta di Waterloo e il Congresso di Vienna che consegnò il Veneto definitivamente all'Austria.
Con la Terza Guerra d'indipendenza (guerra austro-prussiana) del 1866 il neo nato Regno d'Italia, in virtù della partecipazione nella coalizione anti austriaca con la Prussia e alcuni stati tedeschi acquisì il Veneto. Il Veneto sarà ottenuto dalle mani di Napoleone III, a cui l'Austria, che non si riteneva vinta dagli Italiani, sconfitti per terra a Custoza e per mare a Lissa (dalla marineria veneziana), lo cederà, e che a sua volta lo passerà agli italiani.
La Venezia Giulia e l'Istria verranno aggiunte all'Italia con la prima guerra mondiale rimarrà separata dal Veneto la Dalmazia ed anzi con la sconfitta italiana nella seconda guerra mondiale i veneti dovranno inoltre subire il distacco di parte dei territori giuliani e dell'Istria.